Ritorno al baratto

Passa il tempo e mi sto rendendo conto che la vita diventa ogni giorno più difficile, sbarcare il lunario, mettere insieme il pranzo con la cena non’è facile e per molte famiglie è veramente difficile, a tutto questo aggiungiamo che la vita quotidianamente e costantemente aumenta basta fare un giro nei supermercati per vedere i prezzi levitare di pochi centesimi ma in maniera costante e quindi  riflettevo su gli eventi di questi ultimi giorni, mi sono sono successe un sacco di cose curiose,(belle beninteso!😆 ) ad esempio come dicevo nel post precedente, un’amica è passata a salutarmi portandomi una busta con delle cipolle di tropea che ho subito trasformato in una stupenda confettura da assaporare con formaggi, pesce o carni grigliate, qualche giorno prima un  amico ( che come hobby ha la pesca ) si è presentato più o meno verso l’ora di pranzo con un tonnetto meraviglioso appena pescato, all’inizio del mese invece il compagno della figliola grande ci ha regalato una pianta di peperoncini piccanti  dalla forma bizzarra, una bellissima pianta (quasi mi dispiace raccoglierli) e potrei andare avanti con tante altre cose come zucche, cachi, funghi ecc,

naturalmente anch’io nel mio piccolo ho  ricambiato queste cortesie con quel poco che io so fare, ad esempio con dei barattolini di pesto ( con basilico rigorosamente del mio giardino), oppure delle confetture, oppure un dolce e via dicendo. 😛

Riflettevo quindi su quanto possa essere costruttivo a volte la forma del baratto, oggi  è scomparsa ogni forma di dialogo, di contatto umano,  siamo tutti trincerati nelle nostre case,con la tecnologia che la fa da padrone, computer, aipad, iPhone, tablet ecc.,fortunatamente nei piccoli centri  il contatto umano ancora esiste  ed’è una sensazione bellissima sentire squillare il telefono ed un amica che ti chiama dicendo ” ciao tesoro, ci organizziamo un giorno della settimana prossima cosi cominciamo a preparare qualche dolcetto per Natale?  ( si riferisce ai miei famosi tozzetti  e alle cianbelline all’anice  😉 ) a proposito, ho un po di limoni cosi te li porto, un bacio a presto”.

Ecco questa è una forma di baratto, anche perché oltre a fare i dolcetti e tante chiacchiere, ci saranno dei limoni speciali raccolti freschi e senza pesticidi che naturalmente trasformerò in qualcos’altro

L’articolo qui sotto riportato è stato copiato su internet dal sito ” http://www.risparmiosoldi.it

##In tempi di crisi è tornata assolutamente di moda l’arte di arrangiarsi e con esse una delle più antiche forme di pagamento, ossia il baratto.

In Italia sono sempre di più i negozi nati con questo preciso scopo ma ultimamente si stanno moltiplicando anche i siti e da poco è nata pure una scuola per imparare quest’antica arte.

Si chiama ‘Trade School’, è stata fondata un anno fa a New York e ora ha aperto una nuova sede anche a Milano. La particolarità assolutamente unica di questo istituto è che non esiste un programma prestabilito di lezioni, ma può variare di settimana in settimana a seconda di quello che viene proposto.##

Bene, questa era solo una mia riflessione su come vala vita oggi 🙄

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12 risposte a Ritorno al baratto

  1. karina890 ha detto:

    L’ha ribloggato su costainpianurae ha commentato:
    ^^

  2. liù ha detto:

    Credo che questo tipo di baratto ci sia sempre stato!
    Per esempio ,mio marito giorni fa è andato a fare un favore ad un amico e questo per sdebitarsi gli ha regalato una decina di zucche .Ma credo che succeda solo nei piccoli centri.
    Un abbraccio Angela cara♣
    liù

  3. ross ha detto:

    Sai che non è un’idea malvagia quella del baratto?e non solo culinario,a me per esempio piacerebbe trovare qualcuno abile in piccole riparazioni domestiche: es. cambio corda della tapparella, del braccio della doccia ecc. ed a mia volta restituire la cortesia con esempio una bella e buona torta! Bisognerebbe creare un associazioni di cittadini di “libero scambio”
    Ciao, Ross 😀

  4. Riscoprire l’arte di arrangiarsi e di barattare gli oggetti è un modo per evitare gli sprechi e ridare il giusto valore agli oggetti e al denaro. Io leggo molti libri e da circa un anno ho iniziato a scambiarli con altri lettori: trovo sia un modo intelligente di dare via i libri che non mi hanno colpita più di tanto (e che quindi non rileggerò più) e di leggere nuovi libri senza dover investire metà stipendio. Il tuo blog è una bella scoperta e ti seguirò con molto piacere. A presto 😉

    • Ciao Alessandra,purtroppo non riesco a dare via i libri è più forte di me, anche perché ogni volta che compro un libro è un momento particolare e messo in libreria quando lo guardo mi ritorna in mente, ad esempio ultimamente ho comprato l’ultimo di K. Hosseini ( e l’eco rispose) purtroppo non riesco ad andare avanti nella lettura è pesante non sembra neanche lui lo scrittore, però non lo darò mai via perché comunque l’acquisto è legato ad un’altro evento, la tua però è un’idea bellissima, grazie per la tua visita una felice serata a presto.
      Angela

  5. melodiestonate ha detto:

    mio padre è un elettricista ed è capitato di aggiustare qualcosa a conoscenti…non ha mai preso soldi….da noi si disobbligano con cozze o pesce..mica malee…

  6. laurin42 ha detto:

    Ho trovato l’indirizzo della TRADE SCHOOL a Milano:
    http://milano.tradeschool.it/press/
    Mi sembra una bellissima iniziativa! Voglio pubblicizzarla anche a Roma.
    Love
    L

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