Il mondo della sofferenza

Clinica  Hospice  ” My Life ” terrazzo del secondo piano.

Alba di un ennesimo giorno in clinica, dal 2 dicembre  io e mia sorella ci alterniamo al capezzale di mia madre, da prima in un grande ospedale della capitale e da un mese ormai siamo  in questa clinica per malati terminali, un mondo di sofferenza che non guarda in faccia nessuno , giovani meno giovani, uomini donne e tu ti senti piccolo piccolo ed impotente, devi solo aspettare che arrivi il turno del tuo caro  😥  , la rabbia sale insieme all’impotenza, 24 ore sono lunghe da passare in attesa del cambio turno, a volte ti allontani dalla stanza e stazioni nella  saletta degli ospiti per poter prendere una pausa da tutti quei gemiti e lamenti, la saletta non’è vuota altre persone prendono una pausa , parenti di altri pazienti, cerchi di isolarti ma inevitabilmente i discorsi degli altri comunque ti arrivano e ti rendi conto che in quel mondo non sei sola e allora ti chiedi perché!, perché! tanta sofferenza?rivolgi la domanda a Padre Giancarlo, il parroco  che tutte le mattine passa nel reparto entrando in ogni stanza, salutando e pregando con ogni paziente, ma neanche Lui  riesce a dare una risposta a questa domanda, mi risponde invece con voce dolce e tono basso che l’unico modo di aiutare i nostri cari è la preghiera e la consapevolezza che non sono soli e abbandonati.

Non so quanto questo possa bastare, ma è l’unica cosa che possiamo ormai fare.

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21 risposte a Il mondo della sofferenza

  1. Aldo Ruffini ha detto:

    Al dolore di vedere maria soffrire si aggiunge il senso di impotenza di.volere fare qualche cosa ,qualsiasi cosa per aiutarla e non c’e la possilita’.dice bene il parroco: possiamo fare solo una cosa : aiutarla a non farla sentire sola in questo momento, farle sentire il contatto della mano e quando purtroppo sara’ che almeno il SIGNORE se la porti a se .nel sonno,dolcemente con noi vicini a lei come per ANtonio.anche se a volte mi tratti male io ti voglio bene come quando ti ho conosciuto . In questo momento cerchiamo di stare stretti l’uno all’altro. Passera’ e ritroveremo la pace e la serenita’. un forte abbraccio. Aldo Sent from Huawei Mobile

  2. Lucia sinigaglia ha detto:

    Sore,e la pesantezza che si ha nell’animo, la sofferenza di un nostro caro ci spalanca gli occhi ,e ci fa
    Soffermare a pensare che tutto il ns correre alla fine e’ superfluo .questa e la cosa più bella che possiamo fare ,regalare il nostro tempo, alla persona che sta x lasciarci x sempre,ed è l’atto più generoso che si possa fare,secondo il mio punto di vista

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  6. Se la preghiera non ha il “potere” di risolvere la situazione, sicuramente dà conforto, sostegno, aiuto, consolazione. E sopratutto speranza.
    Continua a sperare Angela, perchè la tua forza è anche la forza della tua mamma.
    Un fortissimo abbraccio.

    Veronica

  7. luna ha detto:

    Un forte abbraccio.
    Luna

  8. karina890 ha detto:

    Conosco molto bene il momento. Un abbraccio Angela
    :-*

  9. melodiestonate ha detto:

    ciao Angela ero passata x un saluto e non immaginavo una cosa simile…..cerca di essere forte e poi la speranza è l’ultima a morire……non so che dire in questi momenti ma ti abbraccio forte……Sara

  10. Grazie Sara, è bello e fa piacere sentire gli amici quando sei con il morale a terra, un abbraccio ed un sereno pomeriggio.
    Angela

  11. doraforino ha detto:

    In questi giorni stavo ripensando alla biografia di Chiara Badano che ho letto recentemente. Riflettevo sul valore della malattia nella propria vita e come viverlo il più serenamente possibile. La malattia è la prova del nove della nostra fede, perché mette a nudo l’uomo, lo spoglia di tutti i suoi orpelli, il suo orgoglio. Riflettevo anche sul modo di viverla. È fondamentale. Una persona che sa accettare la malattia è generosa. Spesso si pensa che essere generosi, voglia dire saper dare agli altri le proprie cose. Non è specificatamente così. Il vero generoso è colui che sa sacrificare la propria vita, quindi la salute, il proprio tempo, il proprio onore. Non si vive male con una malattia, anche se porta tanti inconvenienti e tante incomprensioni. Come dicevo in un altro post, non è che automaticamente ti considerino santa se soffri. E, in effetti, è così. Non sempre la malattia porta alla santità. Alcune anime del Purgatorio hanno asserito che il loro purgatorio si è allungato proprio a causa di una malattia non accettata. Sì, perché abbiamo il difetto di pensare che si santifichi chi più soffre. Non è così. La malattia è senz’altro un’opportunità in più, preziosissima, che il Signore ci dona per santificarci…Ma per santificarci, dobbiamo accettarla con amore. È quindi l’amore che ci santifica, non è la sofferenza. Tutti, anche i sani, hanno delle opportunità durante il giorno, di poter offrire qualcosa, con amore, al Signore. Bisogna saper custodire e amministrare bene, il tesoro del nostro Signore.
    Ti sono vicina!
    Dora

  12. Ciao Dora,scusa il ritardo con cui rispondo a queste tue bellissime considerazioni, in effetti è vero ciò che tu dici, quello per cui mi disperavo in tutti questi mesi è la sofferenza fisica di un malato, non capivo e non capisco perché mai debba esserci tutto questo, il mio sacrificio, la mia abnegazione nei confronti di chi sta male a prescindere dal grado di parentela, non l’ho mai messa in discussione, posso garantirti però, che vedere un ragazzo di 30 anni in un letto con la sclerosi multipla immobilizzato da 10 anni con tracheotomia per poterlo far respirare non’è cosa facile da mandar giù. In tutti questi mesi passati in ospedale insieme a mia sorella l’unica nostra preoccupazione era non lasciare mai mamma da sola anche se poi le nostre rispettive famiglie benché ci supportassero alla fine qualche piccolo malumore veniva fuori, dato naturalmente sopratutto dalla stanchezza e non da altro, l’argomento è di una vastità e complicanza enorme, ho cercato di parlarne anche con padre Giancarlo che si occupa a livello spirituale dei pazienti della clinica, ed anche Lui allargando le braccia altro non mi ha detto che bisogna avere fede, per cui non mi dilungo oltre, ma ti ringrazio in maniera particolare per questa tue dolci, generose parole , ti abbraccio con grande affetto, a presto.
    Angela

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